01Il tasso soglia: chi lo decide e dove si trova
Ogni tre mesi la Banca d'Italia rileva il TEGM — il tasso effettivo globale medio — per ciascuna categoria di operazioni: mutui a tasso fisso, a tasso variabile, aperture di credito in conto, leasing, credito ai consumatori e così via. Su quella base viene pubblicato il tasso soglia: oggi si calcola aumentando il TEGM di un quarto e aggiungendo quattro punti percentuali.
Il risultato è una tabella pubblica, aggiornata ogni trimestre. Sembra tutto semplice: prendi il tuo tasso, lo confronti con la soglia della tua categoria nel trimestre in cui hai firmato, e vedi se sfora. In realtà il punto delicato è un altro: che cosa si conta nel «tuo tasso».
02Non solo interessi: cosa entra nel costo del credito
La legge è chiara: per la verifica dell'usura si tiene conto di commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese collegate all'erogazione del credito, escluse solo imposte e tasse. Quindi non basta guardare il TAN scritto in prima pagina: contano le spese di istruttoria, certe commissioni, e in determinati casi anche i premi assicurativi collegati al finanziamento.
È qui che molti contratti, formalmente sotto soglia se si guarda il solo tasso nominale, possono rivelarsi fuori soglia una volta ricostruito il costo effettivo complessivo. Ed è il motivo per cui la verifica seria è un lavoro tecnico, non un confronto tra due numeri.
03Usura originaria: conta il momento della firma
La giurisprudenza ha chiarito che ai fini della nullità rileva anzitutto il momento in cui gli interessi sono stati pattuiti, cioè la firma del contratto — non le oscillazioni successive dei tassi di mercato. Per questo il primo controllo si fa proprio lì: condizioni contrattuali alla mano, confrontate con la soglia del trimestre di stipula, per la categoria giusta di operazione.
Un capitolo a parte riguarda gli interessi di mora, quelli che scattano in caso di ritardo: anche loro sono soggetti alla disciplina antiusura, con criteri di verifica specifici che la giurisprudenza ha progressivamente definito.
04Cosa succede se l'usura è accertata
La conseguenza è scritta nell'articolo 1815, secondo comma, del codice civile: se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi. In concreto questo può significare che gli interessi già pagati vengono imputati a capitale — riducendo il debito residuo — e che le somme versate in più possono essere richieste in restituzione.
Sono effetti potenzialmente molto rilevanti, ed è esattamente il motivo per cui ogni affermazione va sostenuta da un ricalcolo rigoroso: in questa materia le scorciatoie non reggono, né davanti alla banca né davanti a un giudice.
05Come si fa la verifica (e da dove cominciare)
Servono il contratto e la documentazione del rapporto: piano di ammortamento e quietanze per i mutui, estratti conto e scalari per i conti, piano finanziario per il leasing. Su quella base si ricostruisce il costo effettivo del credito e lo si confronta, trimestre per trimestre, con le soglie di legge.
Se ti mancano i documenti, la banca deve fornirteli: è il diritto previsto dall'art. 119 TUB. E se non sai da dove partire, parti da una telefonata: la prima analisi è gratuita e ti dice se il tuo caso merita l'approfondimento.
Contenuto informativo e divulgativo: non costituisce consulenza professionale né parere legale. Ogni situazione va valutata sui documenti — la prima analisi è gratuita.